Tratto dal libro L'abito dei Sogni, di Alessandra Rinaudo
Vi siete mai chieste cosa volete comunicare scegliendo un determinato vestito?
L'abito, a mio parere, raffigura noi stesse e racconta agli altri come siamo. Soprattutto nel momento in cui una ragazza si accinge a fondare una nuova famiglia, presentandosi di fronte alla società "nelle vesti" di donna matura. Il matrimonio rappresenta non solo l'unione di due persone che si amano, ma anche la condivisione con la società dell'impegno che gli sposi si prendono e della volontà di formare un nucleo famigliare. Per questo, l'abito deve avere un significato molto più profondo, che vada oltre l'essere particolarmente scenografico o alla moda, deve esprimere il messaggio che effettivamente vogliamo comunicare. E, dal momento che la scelta solitamente viene fatta con largo anticipo, il tempo vi permette di maturare le decisioni per andare veramente a fondo di voi stesse, per capire cosa è adatto alla vostra personalità, al di là delle ultime tendenze.
Certo, il vestito da sposa ha un contenuto stilistico che si evolve nei tempi, ma deve possedere quella bellezza che non passa mai di moda. Sarà l'abito che vi raffigurerà anche dopo venti o trent'anni, che guarderete nelle foto, che i vostri figli e nipoti ammireranno.
Un giorno speciale
Quando le ragazze entrano nei miei atelier per provare il vestito dei loro sogni, auguro loro di vivere il matrimonio come l'ho vissuto io. Mia madre me l'aveva detto: «Quel giorno dovrai sentirti una principessa perché la vita è un susseguirsi di momenti belli e brutti, ma le tue nozze saranno speciali!». E così è stato. Mi sono sentita in una favola, amata. La bellezza di quegli istanti mi è rimasta per sempre nel cuore e il mio desiderio è che ogni donna possa ripercorrere i miei passi. Perciò, anche i momenti che precedono il matrimonio devono essere trascorsi con serenità, come la prova dell'abito, da condividere con le persone che sono più in sintonia con la sposa, siano esse la mamma, la suocera, una sorella, un'amica. Quindi, vi consiglio di scegliere le accompagnatrici con grande oculatezza, per poter essere veramente protagoniste dei vostri desideri e libere di esprimervi. È controproducente presentarvi in un gruppo numeroso, in cui ognuna vuole dire la sua, e attenzione alle amiche o alle parenti che non vi conoscono fino in fondo: rischiano di consigliarvi, talvolta in maniera troppo categorica e invadente, secondo il loro gusto, senza aiutarvi a riconoscere il vostro stile.
Puntare sui pregi
Ora pensiamo a come scegliere l'abito. Due sono le linee da seguire: la propria fisicità e la contestualizzazione del vestito con il tema stilistico del matrimonio che si ha intenzione di organizzare. Per esempio, se vi sposate al mare è poco indicato un modello strutturato, impostato, serioso, realizzato con materiali troppo rigidi; mentre è preferibile puntare sulla morbidezza e fluidità dei tessuti, che si armonizzino con il vostro corpo. Di contro, se percorrerete la navata di una cattedrale, sarà più adatta una mise "istituzionale", anche con un lungo strascico e un velo importante. Ovviamente, poi, dovete tener conto dell'altezza, dell'incarnato, della fisionomia e se quell'abito vi fa sentire a vostro agio, se riuscite a indossarlo con naturalezza, per vivere serenamente la giornata del matrimonio, senza preoccuparvi del corpetto troppo rigido o della spallina che scende. L'approccio alla scelta deve essere positivo: concentratevi sui vostri pregi, un punto vita piccolo, delle belle spalle, una schiena da ammirare, e dimenticatevi dei vostri difetti. C'è sempre una parte di voi che potete valorizzare e mettere in evidenza, per catturare lo sguardo degli altri. Inoltre, dovete focalizzare l'attenzione anche sul vostro carattere: siete delle ragazze semplici, che amate le linee pulite, o avete una fisicità prorompente e volete giocare il ruolo della vamp?
Il giorno delle nozze è il vostro giorno e gli occhi saranno puntati su di voi. Siete le protagoniste incontrastate, vi meritate il meglio. E sarete bellissime. Anche se non avete un fisico da modella. Sfatiamo il mito che solo le taglie 42 possano indossare bene un abito da sposa. Pure le ragazze formose, o curvy, hanno la possibilità di sentirsi splendide e a proprio agio: infatti, i modelli sono per lo più lunghi, e, rispetto all'abbigliamento casual di tutti i giorni, tendono a slanciare la figura. Le scarpe con un tacco adeguato vengono in aiuto. E il taglio ad hoc del corpetto contribuisce a togliere subito quel paio di centimetri di circonferenza strategici dal busto.
I latini dicevano Est modus in rebus, cioè deve esserci misura in tutte le cose. E anche in un abito da sposa l'equilibrio è importante, scevro da eccessi stilistici. La misura deve essere intesa anche nelle proporzioni: calibrando seno, vita e fianchi, il vestito sarà l'espressione dell'armonia, della grazia e della femminilità di ogni sposa.